Virtue
Giclée / Umenotlač
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Popis predmetu
Virtue: A Testament to Renaissance Idealism
Jacopo della Quercia’s “Virtue,” sculpted around 1414, stands as an emblem of the burgeoning humanist spirit that characterized early Renaissance Florence—a moment where classical ideals wrestled with Christian theology to forge a new aesthetic vision. This marble sculpture, housed in Siena Cathedral's Fonte Gaia fountain complex, isn’t merely a depiction of a woman; it’s a carefully crafted embodiment of Temperance, one of the Cardinal Virtues revered throughout Christendom and championed by philosophers like Pico della Mirandola as essential for achieving human flourishing. The sculpture itself is remarkably restrained in its composition. A seated female figure dominates the frame, positioned within an architectural niche that lends depth to the scene. Her gaze directs upwards, conveying a sense of serene contemplation—a deliberate choice reflecting the Renaissance fascination with inner reflection and moral virtue. The drapery clings to her form, rendered with flowing lines that contrast subtly with the angularity of her face and hands, demonstrating Quercia’s mastery of sculptural technique. Circular shapes are present in the folds of fabric, mirroring the harmonious balance sought by artists of the period. The artist skillfully employed subtractive sculpting—removing material from a block of Carrara marble—to reveal the idealized form he envisioned. The surface texture captures the subtle imperfections inherent in natural stone, yet maintains an overall smoothness that underscores the sculpture’s polished appearance. Light emanates from above and slightly to the left, casting shadows that accentuate the three-dimensionality of the figure and niche walls, creating a convincing illusion of space. This masterful use of lighting aligns perfectly with Renaissance artistic conventions, prioritizing realism while elevating the subject matter to spiritual significance. Beyond its technical prowess, “Virtue” resonates deeply with symbolic meaning. The book held by the woman symbolizes knowledge—a cornerstone of humanist thought—and represents divine guidance, mirroring the theological framework underpinning the sculpture’s creation. Her posture exudes dignity and wisdom, reflecting the Renaissance aspiration for moral excellence and intellectual enlightenment. Viewing this artwork evokes feelings of reverence and contemplation—a reminder that beauty can serve as a conduit to profound ethical considerations. The Fonte Gaia fountain complex itself is a testament to Siena's artistic ambition during the Quattrocento. Commissioned by Pope Pius II, it represents an extraordinary undertaking in civic art, aiming to elevate Siena’s prestige and commemorate its patron saint, Saint Catherine of Siena. Jacopo della Quercia’s contribution—along with other prominent sculptors—was intended to inspire piety and reinforce moral values within the city's populace. “Virtue,” therefore, isn’t just a standalone masterpiece; it’s an integral part of a larger artistic project designed to shape the cultural landscape of Renaissance Italy.- Artist: Jacopo della Quercia
- Born Year: 1374
- Death Year: 1438
- Birth City: Monteroni di Lecce
- Birth Country: Italy
- Material: Marble
- Technique: Subtractive Sculpting
- Style: Early Renaissance Sculpture
Biografia umelca
Jacopo della Quercia: Bridging the Gothic and Embracing Renaissance Vision
Jacopo della Quercia, meno conosciuto di alcuni dei suoi contemporanei, rappresenta una figura cruciale nel panorama artistico del XV secolo italiano. Più che un semplice scultore, fu un vero e proprio architetto di stile, un ponte tra le ombre persistenti del Gotico e la brillantezza nascente del Rinascimento fiorentino. Nato a Monteroni di Lecce intorno al 1374 e tragicamente morto a Bologna nel 1438, la sua vita fu un intreccio di commissioni, rivalità artistiche e un profondo coinvolgimento sia con l'antichità classica che con le mutevoli sensibilità del suo tempo. Non fu solo un maestro nella lavorazione della pietra; fu un innovatore, un traduttore tra tradizioni artistiche, e in definitiva, un precursore dei rivoluzionari cambiamenti stilistici che avrebbero definito il Rinascimento.
La sua formazione artistica, meticolosamente affinata sotto la guida del padre, Piero d'Angelo – un abile intagliatore di legno e orefiere – fornì le basi per il suo talento emergente. Questo periodo formativo non solo instillò in lui una profonda competenza tecnica, ma anche un apprezzamento duraturo per l’artigianato e la potenza intrinseca delle tecniche tradizionali. Tuttavia, il percorso artistico di Jacopo fu profondamente segnato dalla sua esposizione alle opere monumentali di Nicola Pisano e Arnolfo di Cambio che adornavano il pulpito della cattedrale di Siena. Questi incontri accese una fervida passione per la scultura narrativa, le composizioni dinamiche e il potenziale espressivo della figura umana – elementi che sarebbero diventati i tratti distintivi del suo stile unico.
Gli Anni Giovanili: Lucca e i Semi dell'Innovazione
La carriera di Jacopo fiorì a Lucca, una città strategicamente situata al crocevia delle influenze artistiche. Il trasferimento a Lucca con il padre nel 1386, spinto da instabilità politiche, si rivelò un catalizzatore per uno sviluppo artistico significativo. Fu qui che iniziò a affermarsi come scultore di notevole promessa, realizzando progetti significativi come la commovente “Uomo delle Dolori” per l'altare del Sacramento e un rilievo raffigurante San Aniello su una tomba. Queste prime opere già rivelavano una capacità emergente di infondere emozioni nella pietra – una caratteristica che si sarebbe ulteriormente sviluppata nella sua carriera successiva.
Un momento cruciale arrivò nel 1401, quando Jacopo partecipò alla prestigiosa competizione per progettare le porte in bronzo del Battistero di Firenze, un concorso vinto da Ghiberti. Sebbene non vinse la commissione stessa, questa esperienza lo espose agli standard più elevati dell'arte fiorentina e alimentò la sua ambizione. Le tracce dei suoi progetti rimangono oggi un mistero affascinante, aggiungendo un elemento di intrigo alla sua già affascinante storia.
Ferrara e l’Influenza dell’Antichità Classica
Il viaggio di Jacopo continuò verso Ferrara nel 1403, dove fu incaricato di scolpire la Vergine e il Bambino in marmo per la cattedrale della città. Questo lavoro segnò un significativo spostamento verso una maggiore naturalismo e influenza classica – un riflesso del suo crescente coinvolgimento con l'eredità artistica dell'antichità romana. Inoltre, realizzò una statuetta di San Maurizio durante questo periodo, ora esposta nel Museo del Duomo, dimostrando la sua capacità di fondere le sensibilità gotiche con gli ideali rinascimentali emergenti.
La città di Ferrara gli offrì l'accesso a una straordinaria collezione di sculture romane e sarcofagi, innescando un profondo apprezzamento per l’eleganza, la proporzione e il potere narrativo dell'antichità classica. Questi incontri influenzarono profondamente la sua visione artistica, portandolo a incorporare elementi della decorazione classica, dell'anatomia e della composizione nel suo lavoro – in modo sottile ma decisivo trasformando lo stile gotico che aveva ereditato.
Fonte Gaia: Un Capolavoro Civico e un’Innovazione Artistica
Forse l'eredità più duratura di Jacopo della Quercia è senza dubbio Fonte Gaia, una monumentale fontana commissionata nel 1406 da Paolo Guinigi, il governatore di Lucca. Questo ambizioso progetto rappresentò non solo un significativo investimento civico, ma anche una audace dichiarazione artistica – un rifiuto deliberato della statua pagana Venere che adornava in precedenza la piazza e che era stata ritenuta responsabile di epidemie. La fontana stessa è un capolavoro di ingegneria e arte, costruita in marmo bianco scintillante e decorata con numerose statue e bocchette, creando uno spettacolo vibrante di acqua e luce.
Fonte Gaia rappresenta una sintesi delle sue influenze diverse – eleganza gotica, proporzione classica e lo spirito nascente del Rinascimento. L'inclusione di putti nudi ai lati della base della fontana – un audace abbandono delle convenzioni tradizionali scultoree – segnalò chiaramente la sua adozione degli ideali classici pur mantenendo una sensibilità umanistica distintiva. Il progetto, tuttavia, fu un’impresa prolungata, che rifletteva le sfide intrinseche alla gestione di commissioni multiple contemporaneamente.
Opere Successive e un'Eredità di Transizione
Nel corso del resto della sua carriera, Jacopo della Quercia continuò a realizzare una vasta gamma di progetti, tra cui la Cappella Trenta nella chiesa di San Frediano a Lucca e lastre tombali per Lorenzo Trenta e sua moglie. Il suo coinvolgimento nel progetto di un bacino esagonale con pannelli in bronzo per il Battistero di Siena, insieme al suo rivale Ghiberti, portò alla realizzazione di un unico rilievo – “L’Annunciazione a Zacaria” – a causa dei suoi impegni contemporanei con altri progetti. Questo episodio evidenzia il suo approccio cauto al lavoro con il bronzo e la sua preferenza per il mezzo più gestibile del marmo.
La vita di Jacopo della Quercia fu tragicamente interrotta nel 1438, ma la sua eredità artistica persiste come un ponte tra i mondi gotico e rinascimentale. Non fu solo un abile artigiano; fu un innovatore, un visionario e una figura chiave nella formazione della traiettoria dell'arte italiana. Il suo lavoro ha anticipato gli sviluppi rivoluzionari sostenuti da Michelangelo, consolidando il suo posto come uno dei più importanti scultori del Rinascimento maturo.
Jacopo Della Quercia
1374 - 1438 , Taliansko
Základné informácie
- Artistic Movement Or Style: Renesančný prechod
- Artists Or Movements Influenced By This Artist: ['Michelangelo']
- Artists Who Influenced This Artist:
- Pisano
- Arnolfo
- Date Of Birth: c. 1374
- Date Of Death: 1438
- Full Name: Jacopo di Pietro d'Agnolo di Guarnieri
- Nationality: Taliančania
- Notable Artworks:
- Fonte Gaia
- Zacharias
- Tomb Ilarie
- Place Of Birth: Siena, Taliansko




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